By Emanuela Haimovici

Tra i fattori di una squadra di successo e anche una delle principali soft skills delle aziende è la proattività intesa come atteggiamento che spinge ad agire e a prendere iniziative in misura maggiore di quanto richiesto dalle mansioni e dalle attività standard legate ad un ruolo specifico.

Questo vale si a per i manager che per i collaboratori: si tratta di una competenza che riguarda sia l’atteggiamento del lavoratore nei confronti delle proprie mansioni, del suo atteggiamento nei confronti sia del capo che degli gli altri collaboratori, sia l’atteggiamento del manager rispetto ai suoi dipendenti.

Una definizione che mi è sembrata esauriente e che riporto è questa: “la proattività è stata definita come un “dominare responsabilmente le situazioni”, prendere l’iniziativa per realizzare ciò che è giusto e necessario, senza subire passivamente l’iniziativa altrui e, soprattutto, senza aspettare che altri decidano o agiscono; agire su tutte le variabili dipendenti dal proprio operato; dare il buon esempio ed evitare di criticare, non commentare negativamente le debolezze degli altri, accusare o biasimare in modo distruttivo; possedere la libertà di agire e di pensare” (Vairetti, 2010).

Nei collaboratori, la proattività contribuisce alla riduzione degli impatti delle problematiche che emergono, soprattutto in virtù di una riduzione del ricorso alla catena gerarchica per autorizzazioni e richieste: potrà essere proattivo anticipando problemi, ipotizzando soluzioni, intervenendo in anticipo sulle situazioni lavorative.

“la proattività è stata definita: dominare responsabilmente le situazioni”

Da parte dei manager, un approccio proattivo si può poi realizzare mediante l’ideazione e la pianificazione di nuove strategie e nuovi progetti: è un leader che ottiene risultati, domina gli eventi, porta a termine le operazioni intraprese, gestisce le risorse e motiva le persone. 

Fondamentale, ancora una volta, aver creato nel team work un clima di fiducia reciproca: Team leader e devono assolutamente diffondere questo tipo di atteggiamento, promuovendo un clima di apertura e condivisione, lasciando libertà d’azione ad ogni singolo soggetto senza che esso debba sentirsi limitato dalla propria mansione.

Tutto questo non può che portare tutti a sentirsi parte di una squadra dove ognuno ricopre uno specifico ruolo e si assume determinate responsabilità.

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 1 U. Vairetti, Gestire le competenze al lavoro e nella formazione. Indicazioni operative per sviluppare la professionalità tra scuola, formazione, università e aziende, Franco Angeli Editore