By Emanuela Haimovici

CURIOSITA’ E UMILTA’

Tra i fattori che contraddistinguono un team formato sul concetto di sicurezza psicologica, ci sono la curiosità e l’umiltà.

Se guardiamo all’etimologia della parola curiosità, troviamo la definizione: gusto, piacere di accrescere il proprio sapere, di fare nuove esperienze.

La definizione di curiosità di Wikipedia così la definisce: “La curiosità è un istinto che nasce dal desiderio di sapere qualcosa.”

Nel team di lavoro questo significa che è importante non solo essere curiosi e di conseguenza creare opportunità per la nostra creatività, ma anche essere curiosi rispetto al contributo che il nostro collega sta apportando. 

Costruire una squadra con diversi modi di pensare, che si sentono sicuri di esprimerli, fa una grande differenza nella velocità e nella qualità del lavoro svolto da un team: vuol dire essere aperti all’apprendimento e alla sperimentazione. 

Questo comporta che ci sia anche un altro fattore importante: l’umiltà.

Anche in questo caso, analizzando l’etimologia della parola, troviamo questa definizione: mancanza di orgoglio, di superbia, virtù di chi riconosce e accetta i propri limiti con modestia.

“La curiosità è un istinto che nasce dal desiderio di sapere qualcosa.”

Tutto ciò sta a significare che se il leader e i membri del team sono umili di fronte alle sfide che li attendono, senza ritenersi superiori agli altri e avendo piena consapevolezza dei propri limiti, tutti possono trarre beneficio e lavorare in un clima di sicurezza psicologica.

Prospera così la voglia di crescere con gli altri e di contribuire allo sviluppo dell’azienda per cui si lavora.

 “L’umiltà – scrivono gli esperti della Hogan Assessments – è l’abilità di controbilanciare gli effetti potenzialmente dannosi del narcisismo e può produrre risultati positivi per l’azienda. Questo lascia intendere che gli individui dal tratto fortemente narcisistico possono essere dei bravi leader, a patto che vengano percepiti anche come sufficientemente umili”. 

Yasmin Mogahed, autrice egiziana scrive una frase che riassume quanto finora detto: “Non maledire un fallimento. È il terreno dove vive l’umiltà.”